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Lavoro, legalità, investimenti e infrastrutture: la Campania pronta per grande mobilitazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil del 22 giugno a Reggio Calabria.

La coperta della campagna #ioaccolgo, simbolo di accoglienza ed umanità, insieme alle bandiere di Cgil, Cisl e Uil: così le tre organizzazioni sindacali hanno voluto celebrare la giornata mondiale del rifugiato, in occasione della conferenza stampa di presentazione della grande manifestazione unitaria di CGIL CISL UIL, che si terrà il 22 giugno, a Reggio Calabria. “Ripartiamo dal Sud per unire il Paese” questo lo slogan scelto dalle confederazioni nazionali per la mobilitazione che vedrà dalla Campania la partecipazione di oltre 3mila lavoratori, lavoratrici ed iscritti alle diverse categorie delle tre organizzazioni sindacali regionali. “A Reggio Calabria – ha dichiarato il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci – sarà una grande manifestazione unitaria per il Mezzogiorno che si innesta in un percorso già avviato da tempo con Cisl e Uil per chiedere al Governo di mettere al centro delle scelte politiche questo tema che deve diventare una questione nazionale. I dati di Bankitalia ed Istat sono drammatici, ma non ci meravigliano dal momento che i segnali arrivati in questi mesi erano seri. Siamo di fronte ad un indebolimento economico e sociale, la povertà della Campania è al di sopra media nazionale e, purtroppo, continua a crescere. Su questi fronti, l’azione del sindacato unitario campano darà un contributo determinante con l’obiettivo di portare a ragionare Governo e Regione sulla necessità di fare accordi, perché se non c’è confronto non si va da nessuna parte. I recenti scioperi messi in campo dagli edili, dai pensionati, dai lavoratori del pubblico impiego e dai metalmeccanici ci dicono che bisogna individuare politiche e strategie di sviluppo. La tappa di sabato a Reggio Calabria non rappresenta un punto d’approdo: se in autunno non ci saranno segnali – ha concluso Ricci – siamo pronti ad aprire un doppio fronte con Regione e Governo”.

“Il 22 giugno – ha dichiarato la segretaria generale Cisl Campania, Doriana Buonavita – non è un punto di arrivo, la mobilitazione del sindacato continuerà affinché il Governo metta al centro della sua agenda lavoro e sviluppo in Campania e nel Mezzogiorno. Non siamo contro questo Governo ma a favore di lavoratori, pensionati e cittadini. Abbiamo bisogno di risposte e fatti concreti partendo da dati reali. Siamo la regione con il più alto tasso di disoccupazione in Europa e non possiamo più consentirci che i nostri giovani vadano via. Qualcuno deve farsene carico. Il ritrovarsi insieme, in maniera unitaria – ha concluso Buonavita – è un valore da sottolineare per gridare forte che la Campania e il Mezzogiorno non hanno bisogno di politiche assistenziali ma di interventi strutturali per il lavoro e la crescita, di politiche orientate alla lotta all’evasione, riforma fiscale a partire dal cuneo fiscale, autonomia differenziata e formazione.”

“Quella a Reggio Calabria – ha dichiarato il segretario generale Uil Campania, Giovanni Sgambati – non sarà una manifestazione dei meridionali per il Meridione, ma è una mobilitazione nazionale di tutti i lavoratori italiani convinti che senza il rilancio del Sud il Paese non cresce e non è competitivo, è quanto afferma Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania. É dal 1972 che non si realizza una mobilitazione nazionale in Calabria, nel profondo Sud, una delle terre più fragili del Mezzogiorno. Dalla Campania partiranno 32 bus con i nostri lavoratori, lavoratrici, giovani e pensionati. In Campania – ha ricordato Sgambati – il rallentamento economico ha aperto nuove crisi, nuove vertenze, in un territorio mai realmente uscito dalla crisi del 2008. Il governo, la Regione Campania, devono confrontarsi coi Sindacati, ma soprattutto devono prendere decisioni serie, responsabili se si vuole davvero rilanciare l’economia e l’occupazione al Sud, passando per gli investimenti pubblici e privati, per le infrastrutture, per una pubblica amministrazione funzionante, per la sicurezza e la legalità sui territori passando per una reale politica industriale. Il Mezzogiorno – ha concluso – diventi priorità per questo governo e per il Paese”.

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