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Tfa Caserta. Cisl su mancata visita del ministro Toninelli presso lo stabilimento Segnale grave per un territorio che vive una profonda crisi industriale

“Purtroppo dobbiamo evidenziare e stigmatizzare l’assenza del rappresentante del Governo nazionale che ha perso l’occasione di essere ospite di un territorio e di un’azienda che vanta una lunga storia industriale di oltre 90 anni nel settore della progettazione e produzione di veicoli ferroviari”. È quanto affermano la Cisl della Campania e di Caserta con le Federazioni dei Metalmeccanici (FIM) e dei Trasporti (FIT), in merito all’assenza del ministro Danilo Toninelli presso lo stabilimento della TFA di Caserta per incontrare i lavoratori e le lavoratrici da sempre impegnati nel produrre materiale ferroviario per il settore dei trasporti.
“Riteniamo che il segnale pervenuto sia di una gravità istituzionale senza precedenti che getta una macchia indelebile su un Governo che si definisce vicino al popolo e fautore del cambiamento continuano i dirigenti sindacali – Auspichiamo che si sia trattato solo di uno spiacevole incidente di percorso e che invece non rappresenti uno svincolarsi da impegni tra Governo e quel sistema produttivo della Regione Campania, che già vive una profonda crisi industriale che ormai sembra non aver termine. La Campania e il suo tessuto industriale necessitano di una stagione di rilancio e di nuovi investimenti che rimangano come ritorno industriale al territorio. La recente crisi della Whirpool è solo la punta dell’iceberg di un depauperamento industriale che ha bisogno dell’intervento del Governo e la preannunciata visita di oggi serviva a sancire l’attenzione del Governo agli imprenditori ed in particolare ai lavoratori della Regione Campania.
La Cisl della Campania, con la Cisl di Caserta e le federazioni FIM e FIT sono a fianco dei lavoratori di Tfa e dei Trasporti e chiedono immediate garanzia d’incremento e continuità per le attività che coinvolgono questi settori. Infatti oggi avremmo chiesto al Ministro di intervenire rimandando l’applicazione del decreto legislativo n.50 che trasferisce le ferrovie non connesse sotto l’egida dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Questo comporterebbe, per l’interpretazione su alcune norme ferroviarie, la riduzione del programma d’esercizio delle ferrovie EAV ,con gravi ricadute sul sistema produttivo della costruzione e revamping dei treni e dei livelli occupazionali nei trasporti, con ricadute sul turnover

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