Cisl Nazionale

Approvato dal Consiglio Generale Cisl il testo Unico sulla Rappresentanza

 

Approvato dal Consiglio Generale Cisl il testo Unico sulla Rappresentanza sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria

Via  libera dal Consiglio Generale Cisl  alle Assemblee sui posti di lavoro e nei territori per l’applicazione dell’accordo. “Un risultato di grande rilievo per i  lavoratori e tutto il movimento sindacale confederale”.
“Il Consiglio Generale della Cisl, riunito a Roma il 15 gennaio 2014, – si legge nel testo dell’Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Generale valuta l’Accordo Interconfederale tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria relativo al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio u. s. un risultato di grande rilievo per i lavoratori, la Cisl, il movimento sindacale confederale italiano, la crescita democratica, sociale ed economica dell’Italia, per lo stesso sindacato europeo, per le proiezioni possibili con il necessario impegno unitario.
Il C. G. pertanto impegna le Federazioni di categoria e le Unioni Regionali e territoriali a convocare gli organismi, a riunire i quadri e le rappresentanze, a promuovere le assemblee sui posti di lavoro e nei territori per la conoscenza, la valutazione e l’applicazione dell’accordo: una mobilitazione forte fino ad una iniziativa nazionale confederale, preceduta da quella di ogni USR. Particolarmente da parte delle Federazioni vanno realizzati i rimandi attuativi in ragione delle caratteristiche dei vari settori industriali e delle riconosciute autonomie.
L’Accordo conclude il lungo percorso riformatore travagliato nei rapporti unitari. Si sono misurate strategie diverse, quella partecipativa e della responsabilità e quella rivendicativa e conflittuale. Decisiva è stata la determinazione della Cisl: una strategia riformatrice rispetto alle esigenze di un sistema produttivo che per crescere in competitività e in produttività, con il relativo salario incentivato, ha necessità della partecipazione dei lavoratori rispetto alle innovazioni, alla formazione, alle professionalità, alle flessibilità delle prestazioni, allo sviluppo della bilateralità.
L’Accordo è una straordinaria riforma istituzionale con la responsabilità di tutte le forze sociali, mentre il sistema politico sulle riforme continua a dibattersi in grandi difficoltà e fino ad ora nella inconcludenza.
C’è chi è tornato, ora, a prospettare, con una vecchia visione statalista e giuridicistica, una legge sulla rappresentatività che aprirebbe uno scontro sulla natura e la concezione stessa del sindacato, dei rapporti tra l’autonomia del sociale, dei corpi intermedi, la politica e le istituzioni, tra la società e lo Stato, sui valori più profondi della sussidiarietà. L’Accordo riafferma, invece, l’autonomia del sociale per la regolamentazione dei rapporti di lavoro, per la validazione dei contratti collettivi, per la certificazione della rappresentanza e della rappresentatività.
Nelle procedure di raffreddamento e sanzionatorie, in caso di inadempienze, vincolanti parimenti per associazioni datoriali e sindacali, non vi è nessuna “espropriazione di diritti sindacali”, ma l’assunzione coerente di responsabilità rispetto al pattuito. L’accordo rafforza lo sviluppo dell’intero disegno della democrazia economica che deve fare ulteriori passi avanti sul terreno della partecipazione dei lavoratori sul piano finanziario e della governance aziendale”.

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