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Salerno – Valico di Chiunzi nel degrado, l'appello della Cisl

Comunicato Stampa

Degrado al Valico di Chiunzi, la Cisl Salerno si appella al prefetto Scolamiero. Il segretario confederale Pasquale Passamano: “Cartolina pessima per i turisti che vengono a visitare la Divina. Il prefetto solleciti le istituzioni preposte a fare qualcosa per evitare questo scempio”.

Valico di Chiunzi, ostaggio di incuria e rifiuti. La Cisl si appella al nuovo prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, per migliorare le condizioni dell’arteria che collega l’Agro nocerino sarnese alla Costa d’Amalfi.
La Provinciale lunga circa 20 chilometri ed è utilizzata – soprattutto in questo periodo – dai turisti che sbarcano all’aeroporto di Capodichino oppure al porto di Napoli per raggiungere con autobus turistici la “Divina costiera” e visitare le bellezze che “madre natura” ha regalato al nostro territorio. “Le condizioni della manto stradale, oltre a trovarsi  in una situazione pessima lungo tutto il tratto, sono diventate molto pericolose per chi percorre quella strada anche quotidianamente. Basta chiederlo ai dipendenti della Sita che attraversano il Valico tutti i giorni”, ha spiegato Pasquale Passamano, segretario confederale della Cisl. “Per non dire che in alcuni tratti è diventata una discarica a cielo aperto, piena di erbacce che invadano la strada in molti tratti. Come biglietto da visita non offriamo il meglio ai turisti italiani e stranieri che scelgono la Costiera amalfitana per le loro vacanze, oltre a creare un forte danno all’economia del territorio e agli operatori che soprattutto in questo periodo vivono di turismo”, ha continuato Passamano. “Ci appelliamo al prefetto di Salerno, Antonella Scolamiero, da pochi giorni insediatosi, affinché intervenga nei confronti delle istituzioni e in particolare dell’amministrazione provinciale per porre immediato risoluzione al problema”.
La Cisl di Salerno intanto, venerdì prossimo presso il corso Reginna Margherita di Maiori organizzerà un presidio per sensibilizzare tutte le istituzioni locali sulla questione e per proseguire la raccolta di firma per la proposta di legge popolare “Per un fisco più equo e più giusto”.

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