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ANOLF: “Stop alla violenza sulle Donne”

La violenza contro le donne continua a essere un annoso, grave e sentito problema nel nostro Paese.
Abusi, stupri, violenze psicologiche, fisiche, matrimoni forzati, mutilazioni genitali, e molte altre sottili, ma evidenti, forme di sopruso ai danni di donne e bambine tradite spesso da chi, in nome dell’amore, delle tradizioni, della religione, della cultura, lede la loro dignità violandone il corpo.
Falsità anteposte a ragioni di mera malvagità che nulla hanno a che fare con amore e sentimenti, religione o tradizioni!
Ambienti domestici e di vita quotidiana divengono prigioni da cui le vittime non riescono a fuggire se non pagando con la vita il bisogno di vivere.
Nonostante oggi, in Italia, ci sia una grande attenzione a questi fenomeni e nonostante ci siano leggi a contrasto e a protezione per le vittime, si continuano a palesare episodi tragici e brutali che vedono, loro malgrado, le donne e le bambine protagoniste di macabri momenti.
L’anno che si è chiuso ha portato via con se il ricordo di ben 117 donne morte per mano dei compagni, 21 i minori uccisi per mano parentale, 1.618 vittime di maltrattamenti in famiglia, dei quali la metà sono bambine e un triste e arido dato statistico che censisce 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni vittime di qualche forma di violenza. Sempre nell’anno passato, si registrano altre stime macabre, ovvero il numero delle donne e delle bambine che hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale femminile. Delle donne straniere maggiorenni presenti in Italia si stimato tra le 46mila e le 57mila vittime, a cui si sommano le giovani originarie dei Paesi a rischio e le richiedenti asilo che giungono nel nostro Paese. Particolarmente accentuato il dato sub regionale secondo cui, all’interno delle principali comunità, sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%), Egitto (60,6%), ed Eritrea (52,1%). Insomma i dati parlano chiaro, e incorniciano un fenomeno senza regole, privo di confini geografici, che si perpetra in tanti modi, tutti punibili penalmente, ma che continua, nelle sue molte forme e manifestazioni a mietere vittime di ogni età.
Il Coordinamento Donne Immigrate Anolf, non resta a guardare.
Sappiamo che ognuna di noi può essere quell’anello di congiunzione tra la vita e la violenza. Un cerchio che, nel rispetto delle tradizioni, si oppone ai soprusi e alle violenze.
Noi per prime siamo portatrici di un messaggio di pace e di amore e dobbiamo diffondere forza e aiuto a tutte coloro che in questo momento non possono, non riescono, non vogliono di NO alla violenza.
Il Manifesto in multilingue, vuol essere un ulteriore passo in avanti per contrastare le violenze, infatti, interessano numerose donne, di ogni età, di ogni nazionalità, di ogni estrazione sociale ed è importante che questo messaggio di aiuto arrivi anche alle comunità immigrate, perchè sappiano che anche la nostra Associazione ANOLF può essere un valido strumento per abbattere il muro di silenzio che, circonda purtroppo alcuni contesti.
Il manifesto che abbiamo prodotto, non è a scadenza e varrà fin tanto che esisterà, purtroppo, la violenza per far capire a tutte le donne e agli uomini, che insieme si può dare vita al cambiamento e debellare questa piaga sociale.

Maria Ilena Rocha
Vice Presidente Vicario
Resp.bile Coordinamento Nazionale Donne ANOLF Nazionale

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